Lituraterra

erosioni del libro per ragazzi

venerdì 26 giugno 2015

20/vènti


Salvatore Piermarini
Massimo Celani

20/vènti

venti annotazioni di Massimo Celani
a margine di una sequenza di Salvatore Piermarini





20/vènti
venti annotazioni di Massimo Celani
a margine di una sequenza fotografica di Salvatore Piermarini


collana di saggi brevi in regime di selfpublishing
a cura di Massimo Celani
κατάχρησις / Narcissus 2015







Uno spiffero utile a ricordarci il vento di fuori,
ai lati del nostro piccolo mondo
e che ne insidia il tepore protettivo.
























Le silence est un mot qui n'est pas un mot
et le souffle un objet qui n'est pas un objet
"


Georges Bataille, L'expérience intérieure
Gallimard, 1943, texte revu et corrigé, 1954 (1994)














Tempo, vento, respiro ben controllato
Salvatore Piermarini


Siamo in Canada, a Toronto, ottobre del 1990, esterno giorno dentro un parcheggio dove non accade nulla, con quattro automobili davanti a un muretto di mattoncini a secco che fa da quinta alla scena; inquadratura frontale e orizzontale, la scena è ferma, non succede niente e niente si muove, mi preparo a fotografare. L'attesa è casuale, quando, ad un tratto, un colpo di vento arriva e comincia impetuoso a far sventolare un telone leggero di plastica nera, posto a protezione di una delle auto, ad animarlo in volute multiformi, panneggi e sbattimenti continui. Comincio a scattare e so già che sarà una sequenza. Mi fermerò all'ottavo o al nono fotogramma, non ricordo e non ho voluto verificare sul provino. Mi sembra di aver “controllato” il tempo e sono come soddisfatto; forse ho mostrato il tempo? ... no! Ho solo avuto l'illusione di fotografare il vento e forse ho mostrato l'idea del vento, che invece ha suggerito la sequenza e ha “fatto” la fotografia. Questa sequenza è talmente casuale quanto velleitarie sembrano le forme del telone prodotte dal vento, trasfigurate in quel mantello di plastica nera che appare come mosso da una forza invisibile e informale. La performance del vento, che muove e inventa diverse figure di plastica svolazzante, assomiglia all'installazione di un artista contemporaneo o, addirittura, a un trucco di fotografia digitale. Tant'è che la sequenza era finita da qualche parte in rete, su un sito internet, visibile solo per chi naviga “tra i venti” della rete informatica.  La temporalità scorre e trascina con sé tutto quello che incontra; anche la realtà diventa succube del concetto di tempo.